Scaldabagni · lettura 6 min
Manutenzione dello scaldabagno: cosa si fa, ogni quanto e quali documenti servono (il libretto di impianto no)
Molti ci chiedono «il libretto dello scaldabagno» come per la caldaia. Non esiste, e non è una dimenticanza: per la legge lo scaldabagno che serve un solo alloggio non è un impianto termico. Ecco cosa comprende la manutenzione, ogni quanto farla e quali documenti restano a te.
Scaldabagno e caldaia non sono la stessa cosa (per la legge)
La caldaia riscalda la casa, e spesso fa anche l'acqua calda: è un impianto termico, con tutti gli obblighi che conosci (libretto di impianto, controllo di efficienza energetica con bollino, registrazione nel Catasto Impianti Termici del Piemonte). Lo scaldabagno produce solo acqua calda sanitaria. Il decreto che definisce gli impianti termici, il D.Lgs. 192/2005, dice chiaramente che «non sono considerati impianti termici i sistemi dedicati esclusivamente alla produzione di acqua calda sanitaria al servizio di singole unità immobiliari ad uso residenziale ed assimilate». La Regione Piemonte ha ripreso la stessa frase, parola per parola, nelle sue disposizioni sugli impianti termici.
Il risultato, in pratica: lo scaldabagno di casa non ha il libretto di impianto, non va registrato nel CIT, non ha il bollino e non riceve lettere di accertamento. Non è questione di potenza: vale anche per uno scaldabagno a gas da 25 o 30 kW, purché serva un solo alloggio. Quello che invece esiste, e va fatto, è la manutenzione: lo scaldabagno a gas è un apparecchio a combustione installato in casa, e lo scaldabagno elettrico lavora con acqua, calcare e corrente.
I documenti, a confronto
| Documento o adempimento | Caldaia | Scaldabagno di casa |
|---|---|---|
| Libretto di impianto | Sì (DM 10 febbraio 2014): lo compila e lo aggiorna il manutentore, lo conserva il responsabile dell'impianto | No: non è previsto |
| Registrazione nel CIT | Sì | No |
| Analisi fumi con bollino | Sì: il controllo di efficienza energetica, ogni 4 anni per le caldaie a gas di casa | No |
| Manutenzione periodica | Sì, secondo le istruzioni del costruttore: di norma ogni anno | Sì, secondo le istruzioni del costruttore: di norma ogni anno per il gas, ogni 1–2 anni per l'elettrico |
| Cosa resta a te dopo la manutenzione | Libretto aggiornato e rapporto di intervento | Rapporto di intervento |
| Dichiarazione di conformità | Sì (DM 37/2008), all'installazione o alla sostituzione | Sì (DM 37/2008), all'installazione o alla sostituzione |
| Libretto del costruttore | Sì, con l'apparecchio | Sì, con l'apparecchio |
| Lettera di accertamento | Possibile, se sul CIT manca qualcosa | No: l'apparecchio non è censito |
La riga che genera più confusione è la prima. Il «libretto» che molti hanno in mente per lo scaldabagno è in realtà il libretto di uso e manutenzione del costruttore, quello nella scatola dell'apparecchio: vale la pena conservarlo, ma non è un documento da compilare né da esibire. La prova che la manutenzione è stata fatta è il rapporto di intervento che ti lascia il tecnico, con data, operazioni eseguite, eventuali ricambi e firma.
Cosa comprende la manutenzione dello scaldabagno a gas
Un controllo completo, a casa tua, dura circa un'ora. Lavoriamo su apparecchi di tutte le marche e in genere comprende:
- pulizia del bruciatore e dello scambiatore (la serpentina), che con l'acqua dura di Torino si incrosta di calcare e fa calare la portata di acqua calda;
- controllo dell'accensione: termocoppia o elettrodi, pile o alimentazione, valvola gas;
- verifica del dispositivo di sicurezza fumi, che spegne l'apparecchio se i fumi tornano nel locale, e negli scaldabagni stagni (turbo) del ventilatore e del pressostato;
- controllo dello scarico dei fumi, del tiraggio e delle aperture di ventilazione del locale, come richiede la norma UNI 7129 per gli apparecchi a gas in casa;
- prova di tenuta del gas sui raccordi e sul rubinetto;
- controllo del gruppo acqua (membrana o valvola), del filtro in ingresso e della temperatura di uscita;
- se c'è, verifica o ricarica del dosatore di polifosfati che protegge lo scambiatore dal calcare.
Facciamo anche una misura della combustione per la sicurezza (in particolare il monossido di carbonio), ma non è il controllo di efficienza energetica della caldaia: non produce un rapporto da trasmettere alla Regione né un bollino.
E dello scaldabagno elettrico (boiler)
- controllo e, quando è consumato, sostituzione dell'anodo di magnesio, la barra che si corrode al posto del serbatoio;
- decalcificazione della resistenza e pulizia del fondo del serbatoio;
- verifica del termostato e del termostato di sicurezza, regolazione della temperatura (55–60 °C);
- controllo della valvola di sicurezza e del gruppo di sicurezza idraulico, che deve gocciolare solo durante il riscaldamento;
- verifica dei collegamenti elettrici.
Per gli scaldacqua a pompa di calore si aggiungono i filtri dell'aria e il controllo del circuito frigorifero, per il quale serve la certificazione F-GAS che abbiamo.
Ogni quanto farla
Per lo scaldabagno a gas vale l'indicazione del libretto del costruttore, che per la maggior parte degli apparecchi è una volta l'anno: il momento migliore è l'autunno, prima che l'acqua fredda in ingresso faccia lavorare l'apparecchio al massimo. Per lo scaldabagno elettrico un controllo di anodo e calcare ogni 1–2 anni allunga molto la vita del serbatoio, soprattutto con acqua dura. Se abiti in affitto, la manutenzione ordinaria è di norma a carico dell'inquilino, come per la caldaia; la sostituzione dell'apparecchio spetta al proprietario, salvo diverso accordo nel contratto.
Quando invece lo scaldabagno conta come impianto termico
L'esclusione vale per gli apparecchi al servizio di una singola unità immobiliare a uso residenziale o assimilato (uffici e negozi con consumi di acqua calda paragonabili a quelli di casa). Se un unico sistema produce acqua calda per più alloggi, o serve un'attività con grandi consumi come un ristorante, un albergo o una palestra, allora è un impianto termico a tutti gli effetti: libretto di impianto, registrazione nel CIT e, sopra i 10 kW, controlli di efficienza energetica. Nel dubbio chiedi: te lo diciamo guardando l'apparecchio e il locale.
Un'attenzione in più: lo scaldabagno a camera aperta
Gli scaldabagni più vecchi prendono l'aria per bruciare dal locale in cui sono montati e scaricano i fumi attraverso una canna fumaria. Per la norma UNI 7129 questi apparecchi non si installano in bagno e in camera da letto, e il locale deve avere le aperture di ventilazione previste. Se il tuo scaldabagno è in bagno, o scarica a parete, durante la manutenzione te lo segnaliamo e ti proponiamo la sostituzione con un modello stagno, che prende l'aria dall'esterno: ne trovi alcuni esempi, con le foto prima e dopo, nella pagina dei lavori realizzati.
Cosa ti lasciamo dopo la manutenzione
Il rapporto di intervento, su carta o in PDF via WhatsApp o email, con le operazioni eseguite, i controlli di sicurezza, i ricambi usati e le raccomandazioni. Se il proprietario di casa, l'agenzia o l'amministratore ti chiedono «il libretto dello scaldabagno», è questo il documento da mostrare, insieme alla dichiarazione di conformità dell'installazione se ce l'hai. E se qualcuno insiste, puoi girargli questa pagina.
Fonti: D.Lgs. 19 agosto 2005, n. 192, art. 2 (definizione di impianto termico); Regione Piemonte, DGR 29 dicembre 2015, n. 23-2724, disposizioni in materia di accertamento e ispezione degli impianti termici; Catasto Impianti Termici della Regione Piemonte.
Domande frequenti
Il proprietario mi chiede il libretto di impianto dello scaldabagno: cosa gli do?
Il rapporto di intervento dell'ultima manutenzione e, se la hai, la dichiarazione di conformità rilasciata quando lo scaldabagno è stato installato. Il libretto di impianto non esiste per lo scaldabagno che serve un solo alloggio: puoi fargli leggere questa pagina.
Lo scaldabagno va registrato nel CIT della Regione Piemonte?
No, se produce solo acqua calda per il tuo alloggio. Nel CIT vanno gli impianti termici: caldaie e, in generale, i sistemi che riscaldano o raffrescano gli ambienti.
Serve l'analisi dei fumi con il bollino anche per lo scaldabagno?
No. Il controllo di efficienza energetica con rapporto e bollino riguarda gli impianti termici. Durante la manutenzione misuriamo comunque la combustione per la tua sicurezza, ma senza rapporto da trasmettere.
La manutenzione dello scaldabagno è obbligatoria?
Non c'è una scadenza di legge come il controllo quadriennale della caldaia, ma le istruzioni del costruttore e le norme sugli apparecchi a gas in casa (UNI 7129) chiedono di tenerlo in efficienza e sicuro. In pratica: una volta l'anno per il gas, ogni 1–2 anni per l'elettrico.
Ho sostituito lo scaldabagno: che documento devo avere?
La dichiarazione di conformità (DM 37/2008) dell'impresa che lo ha installato, con gli allegati. La rilasciamo sempre, anche per una semplice sostituzione.
Lo scaldabagno elettrico ha bisogno di qualche documento?
No, a parte la garanzia e il libretto del costruttore. Conserva comunque il rapporto della manutenzione: serve se un giorno il serbatoio perde e c'è da discutere con l'assicurazione o il proprietario.
Ultimo aggiornamento: 03/10/2026 · Emme Esse Idrogas di Selvaggio Manuel
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